Ogni giorno, in una casa o in un condominio, l’acqua che usiamo prende strade diverse: quella della pioggia scende dalle grondaie, quella della doccia e del lavandino finisce negli scarichi, quella del WC viene convogliata verso la fognatura o la fossa biologica. Non è un dettaglio da tecnici: sapere che cosa sono le acque bianche e nere, e dove si collocano le cosiddette acque grigie, aiuta a capire come è fatto il proprio impianto, a rispettare la normativa e a prevenire intasamenti, cattivi odori e allagamenti.
In questa guida vediamo le differenze tra le tre tipologie di acque di scarico, dove vanno a finire, se possono essere scaricate insieme e quali regole bisogna seguire quando si costruisce, si ristruttura o si interviene sull’impianto fognario di un edificio.
Cosa sono le acque bianche
Le acque bianche, chiamate anche acque chiare o acque meteoriche, sono le acque piovane che cadono su tetti, terrazzi, cortili, piazzali e strade. Vengono raccolte da grondaie, pluviali, caditoie e griglie di drenaggio e convogliate verso la rete delle acque bianche, detta anche fogna bianca.
Si chiamano “bianche” perché, rispetto agli scarichi domestici, hanno un carico inquinante ridotto: non contengono residui organici né detergenti. Questo non significa però che siano sempre pulite. Le prime piogge, dilavando strade, parcheggi e superfici industriali, possono trascinare con sé oli, idrocarburi, polveri e sedimenti: per questo, in alcune attività produttive e aree di sosta, le cosiddette acque di prima pioggia devono essere raccolte e trattate prima dello scarico.
In genere le acque bianche vengono recapitate in corsi d’acqua, nel terreno tramite pozzi perdenti o sistemi di dispersione, oppure nella rete fognaria pubblica dedicata. In alcuni casi possono anche essere raccolte in cisterne e riutilizzate per l’irrigazione del giardino o il lavaggio delle aree esterne.
Cosa sono le acque nere
Le acque nere, chiamate anche acque scure, sono le acque di scarico provenienti da WC, vasi e orinatoi. Contengono feci, urine, carta igienica e un’elevata carica batterica, e rappresentano la parte più inquinante degli scarichi domestici.
Proprio per questo non possono mai essere disperse nell’ambiente senza trattamento. Le acque nere vengono convogliate nella fognatura pubblica, che le porta al depuratore, oppure, negli edifici non allacciati alla rete, in una fossa biologica o in una fossa Imhoff, dove avviene una prima depurazione prima dello smaltimento finale.
Quando il bagno si trova a una quota più bassa rispetto alla fognatura, come accade spesso nei seminterrati e nei locali interrati, le acque nere non possono defluire per gravità: in questi casi serve una stazione di sollevamento, che le pompa fino al collettore di scarico.
Approfondisci il nostro servizio di Stazioni di sollevamento acque nere a Genova
Cosa sono le acque grigie
Le acque grigie, o acque saponose, sono una via di mezzo tra le due categorie precedenti. Si tratta delle acque che provengono da:
- lavandini del bagno e della cucina;
- docce e vasche da bagno;
- lavatrici e lavastoviglie.
Non contengono deiezioni, ma sono ricche di detergenti, saponi, grassi alimentari, capelli e residui di cibo. Hanno quindi un carico inquinante inferiore a quello delle acque nere, ma molto superiore a quello delle acque bianche.
Nella distinzione tradizionale tra acque bianche e nere, le acque grigie vengono trattate come acque nere: finiscono nella stessa rete degli scarichi domestici e non devono mai essere immesse nella fogna bianca. Negli impianti con fossa biologica, invece, gli scarichi della cucina passano di solito prima da un degrassatore, un pozzetto che trattiene grassi e oli prima che raggiungano la fossa. Con un trattamento adeguato, le acque grigie possono anche essere recuperate e riutilizzate, per esempio per lo scarico dei WC o per l’irrigazione, nel rispetto delle regole locali.
Acque chiare e acque scure: sono la stessa cosa?
Sì. Acque chiare e acque scure sono semplicemente sinonimi, molto usati nel linguaggio comune e in alcuni regolamenti, di acque bianche e acque nere:
- acque chiare = acque bianche, cioè meteoriche e di drenaggio;
- acque scure = acque nere, cioè gli scarichi dei servizi igienici.
Cambia il nome, non la sostanza: anche per le acque chiare e scure valgono le stesse regole di raccolta, separazione e smaltimento.
Acque bianche, nere e grigie: le differenze in sintesi
| Acque bianche | Acque grigie | Acque nere | |
| Altri nomi | Acque chiare, meteoriche | Acque saponose | Acque scure |
| Provenienza | Pioggia da tetti, terrazzi, cortili, piazzali | Lavandini, docce, vasche, lavatrici, lavastoviglie | WC, vasi, orinatoi |
| Carico inquinante | Basso (tranne le acque di prima pioggia) | Medio | Alto |
| Contenuto tipico | Acqua piovana, polveri, sedimenti | Saponi, detergenti, grassi, residui di cibo | Deiezioni, carta igienica, batteri |
| Destinazione | Fogna bianca, corsi d’acqua, dispersione nel terreno, recupero | Rete delle acque nere o fognatura mista, degrassatore | Fognatura nera o mista, fossa biologica / Imhoff |
| Riutilizzo | Sì, anche senza trattamenti complessi | Possibile, dopo trattamento | No |
Dove vanno a finire le acque bianche e nere
La destinazione delle acque di scarico dipende dal tipo di rete fognaria presente nella zona in cui si trova l’edificio. In Italia ne esistono principalmente due:
- rete separata: è composta da due condotte distinte, una per le acque bianche e una per le acque nere. Le acque piovane vengono recapitate direttamente in un corpo idrico o nel terreno, mentre quelle nere raggiungono il depuratore. È il sistema più moderno ed efficiente, perché il depuratore tratta solo le acque che ne hanno davvero bisogno;
- rete mista (o unitaria): un’unica condotta raccoglie insieme acque bianche e nere. È tipica dei centri storici e delle zone urbanizzate da più tempo. Il limite principale è che, in caso di piogge intense, la portata aumenta all’improvviso e il sistema può andare in crisi, con rigurgiti negli scarichi e sfioro di acque non depurate.
Negli edifici non serviti dalla fognatura pubblica, le acque nere e grigie vengono invece gestite con una fossa biologica o una fossa Imhoff, che va svuotata periodicamente con un intervento di autospurgo, mentre le acque bianche vengono disperse nel terreno o raccolte separatamente.
A Genova convivono entrambe le situazioni: nei quartieri più recenti si trovano reti separate, mentre in molte zone del centro storico e nei palazzi più datati la rete è ancora di tipo misto. Con le precipitazioni intense tipiche del territorio ligure, una corretta gestione delle acque bianche è spesso decisiva per evitare allagamenti di cantine e piani bassi.
Potrebbe interessarti anche: Sistema fognario: come funziona
Si possono scaricare acque bianche e nere insieme?
È una delle domande più frequenti e la risposta è: dipende da dove finiscono, ma all’interno dell’edificio le due reti vanno in genere tenute separate.
Se la fognatura pubblica è di tipo misto, acque bianche e nere vengono unite nel punto di allaccio. Molti regolamenti comunali e dei gestori del servizio idrico chiedono comunque che le due reti restino distinte all’interno della proprietà fino all’ultimo pozzetto prima dell’allaccio. Così, quando la rete pubblica verrà separata, l’edificio sarà già predisposto.
Ci sono invece due situazioni da evitare sempre:
- acque nere nella rete delle acque bianche: significa scaricare reflui non depurati direttamente nell’ambiente, con conseguenze sanitarie e ambientali, oltre al rischio di sanzioni;
- acque bianche nella fossa biologica: l’acqua piovana sovraccarica la fossa, ne compromette il funzionamento e ne accelera il riempimento, con fuoriuscite e cattivi odori proprio nei giorni di pioggia.
Anche l’immissione delle acque piovane nella rete delle acque nere, dove questa è separata, è un errore: in caso di temporale la condotta va in pressione e i liquami possono risalire dagli scarichi più bassi.
Acque bianche e nere: cosa dice la normativa
I termini “acque bianche”, “acque nere” e “acque grigie” sono di uso tecnico, ma non compaiono come tali nella legge. Il riferimento nazionale è il D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che parla di acque reflue domestiche, cioè quelle prodotte da abitazioni e servizi, derivanti dal metabolismo umano e dalle attività domestiche, e di acque meteoriche di dilavamento, la cui disciplina è affidata alle Regioni.
A livello pratico, le regole che contano di più per chi possiede un immobile sono quelle locali:
- il regolamento edilizio comunale e il regolamento del servizio di fognatura del gestore del servizio idrico, che stabiliscono come realizzare gli allacci e se le reti interne devono essere separate;
- le norme regionali sulle acque meteoriche, che in alcuni casi impongono il trattamento delle acque di prima pioggia;
- l’autorizzazione allo scarico, necessaria per esempio negli edifici non allacciati alla fognatura che scaricano i reflui depurati nel suolo o in un corpo idrico.
La separazione delle acque bianche e nere in condominio
Nei nuovi edifici e negli interventi di ristrutturazione importanti, la separazione delle acque bianche e nere è di norma un obbligo previsto dai regolamenti locali. Negli edifici esistenti, l’adeguamento viene spesso richiesto quando si rifà l’allaccio alla fognatura, quando il Comune realizza una rete separata nella via o in caso di lavori sulle colonne e sulle condotte condominiali.
Prima di intervenire è sempre consigliabile verificare con l’ufficio tecnico comunale e con il gestore del servizio idrico quali sono le prescrizioni in vigore nella propria zona.
Approfondisci: Allaccio alla fognatura pubblica: norme e disposizioni
Gli errori più comuni negli impianti di scarico
Molti problemi agli scarichi domestici e condominiali nascono proprio da una gestione sbagliata delle diverse tipologie di acque. Tra i casi che incontriamo più spesso:
- pluviali collegati alla rete nera o alla fossa biologica, magari durante vecchie ristrutturazioni, che causano rigurgiti e allagamenti a ogni temporale;
- scarichi di cucine o bagni allacciati per errore alla fogna bianca, spesso scoperti solo per i cattivi odori che risalgono dalle caditoie del cortile;
- assenza del degrassatore, che porta grassi e oli a solidificarsi nelle tubazioni e a intasarle;
- pozzetti e caditoie mai puliti, che si riempiono di foglie, terra e detriti e non riescono più a smaltire la pioggia.
Quando non è chiaro dove finisca uno scarico, o perché un impianto vada in crisi a ogni pioggia, la soluzione più affidabile è la videoispezione. Una telecamera inserita nelle tubazioni permette di ricostruire il percorso delle condotte, individuare allacci errati, rotture e ostruzioni, senza scavi e senza interventi invasivi.
Scopri il nostro servizio di Videoispezioni fognarie a Genova
Sangoi Andrea: impianti fognari, spurgo e videoispezioni a Genova
Sangoi Andrea è un riferimento a Genova dal 1970 per lo spurgo di fognature, pozzi neri e fosse biologiche, le videoispezioni fognarie e la realizzazione e manutenzione di impianti fognari e stazioni di sollevamento delle acque nere. Interveniamo per privati, condomini, aziende ed enti pubblici a Genova e provincia, con mezzi di ultima generazione e un servizio di pronto intervento attivo 24 ore su 24, festivi compresi.
Possiamo verificare come sono collegati gli scarichi del tuo edificio, individuare allacci errati tra acque bianche e nere, liberare condotte e pozzetti ostruiti e intervenire sulla rete per adeguarla alle prescrizioni locali. Siamo inoltre iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il trasporto e lo smaltimento dei liquami.
Se hai dubbi sul tuo impianto di scarico, o se cantine e piani bassi si allagano a ogni temporale, contattaci per un sopralluogo o un preventivo gratuito.
Domande frequenti su acque bianche, nere e grigie
Qual è la differenza tra acque bianche e acque nere?
Le acque bianche sono le acque piovane raccolte da tetti, terrazzi e cortili, con un basso carico inquinante. Le acque nere sono gli scarichi di WC e orinatoi, ricchi di sostanze organiche e batteri, e devono sempre essere depurate prima di tornare nell’ambiente.
Cosa sono le acque grigie?
Sono le acque di scarico di lavandini, docce, vasche, lavatrici e lavastoviglie. Non contengono deiezioni ma detergenti, grassi e residui, e di norma vengono convogliate insieme alle acque nere.
Lo scarico del lavandino va nelle acque bianche o nere?
Nelle acque nere. Lo scarico del lavandino produce acque grigie, che non devono mai essere immesse nella rete delle acque bianche e vanno convogliate nella fognatura nera o mista, o nella fossa biologica passando dal degrassatore.
Acque chiare e acque scure cosa significa?
Sono sinonimi: le acque chiare sono le acque bianche, cioè meteoriche, mentre le acque scure sono le acque nere, cioè gli scarichi dei servizi igienici.
È possibile scaricare acque bianche e nere insieme?
Solo se la fognatura pubblica è di tipo misto, e di solito solo nel punto di allaccio: all’interno della proprietà molti regolamenti chiedono di tenere le reti separate. Non bisogna mai scaricare acque nere nella fogna bianca, né acque piovane nella fossa biologica.
Dove vanno a finire le acque bianche?
A seconda della zona, nella fogna bianca, in un corso d’acqua, nel terreno tramite sistemi di dispersione, oppure nella rete mista insieme alle acque nere. Possono anche essere raccolte in cisterne e riutilizzate per irrigare.
È obbligatorio separare acque bianche e nere in condominio?
Nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni importanti di norma sì; negli edifici esistenti l’adeguamento può essere richiesto in caso di rifacimento dell’allaccio o di lavori sulla rete. Le prescrizioni dipendono dal regolamento del Comune e del gestore del servizio idrico.
Commenti recenti