Un gorgoglio dal lavandino mentre si svuota la vasca. Un “glu glu” dal water dopo lo Se hai una barca o gestisci un’imbarcazione a Genova, probabilmente sai già che lo spurgo delle fosse liquami non è un dettaglio da lasciare all’ultimo momento. Eppure è uno degli aspetti della gestione di uno yacht che viene sottovalutato più spesso, magari perché “tanto non si vede” — finché non diventa un problema evidente, o peggio, una sanzione.
In questo articolo ti spieghiamo in parole semplici cosa prevede la normativa, quando è davvero necessario intervenire e perché, a Genova, le regole sono ancora più stringenti che altrove.
Perché lo scarico delle acque nere in mare è regolamentato così severamente
Le acque di scarico prodotte a bordo — dai servizi igienici, dalla cucina, dai lavelli — non possono essere semplicemente rilasciate in mare quando l’imbarcazione si trova vicino alla costa o all’interno delle acque portuali. Questo perché contengono sostanze inquinanti che, soprattutto in aree densamente frequentate come il porto e il litorale genovese, avrebbero un impatto immediato sulla qualità dell’acqua e sull’ecosistema marino.
A livello internazionale, la materia è regolata dalla Convenzione MARPOL, che stabilisce le distanze minime dalla costa e le modalità con cui è consentito lo scarico delle acque reflue in mare. A questa si affianca la normativa italiana, che per le acque portuali e costiere è generalmente ancora più restrittiva.
Cosa cambia se la tua barca sosta in porto a Genova
Il porto di Genova, come tutte le aree portuali, è una zona a tutela ambientale rafforzata. Significa che, a differenza del largo, qui lo scarico diretto delle acque nere è vietato quasi senza eccezioni. La fossa liquami dell’imbarcazione deve quindi essere svuotata regolarmente tramite aspirazione, affidandosi a un servizio autorizzato che si occupi anche del trasporto e dello smaltimento a norma.
Chi gestisce un’imbarcazione ormeggiata per lunghi periodi — che sia un armatore privato, un charter o una struttura che gestisce più posti barca — ha quindi la necessità di organizzare interventi di spurgo con una certa regolarità, non solo “quando serve”.
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Ogni quanto va fatto lo spurgo di uno yacht o di un’imbarcazione
Non esiste una regola fissa valida per tutte le barche: dipende dalla capacità della fossa liquami, dal numero di persone a bordo e dalla frequenza di utilizzo. Come indicazione generale:
- imbarcazioni usate quotidianamente o con equipaggio numeroso: intervento anche settimanale;
- imbarcazioni usate nei weekend o in stagione: ogni 2-3 settimane;
- imbarcazioni in sosta prolungata con uso sporadico: comunque un controllo periodico, per evitare che la fossa raggiunga la saturazione senza che nessuno se ne accorga.
Il segnale più comune di un intervento in ritardo è la comparsa di odori sgradevoli a bordo, spesso scambiati per un problema di pulizia quando in realtà dipendono dalla fossa liquami piena.
Cosa fa davvero un servizio di spurgo per imbarcazioni
A differenza dello spurgo domestico, l’intervento su una barca richiede mezzi e competenze specifiche: l’aspirazione va effettuata con attrezzature compatibili con gli spazi ridotti di bordo e senza creare disagio agli altri natanti ormeggiati nelle vicinanze. Il liquame aspirato viene poi trasportato e smaltito secondo le normative ambientali vigenti, con tutta la documentazione necessaria a dimostrare che l’operazione è stata svolta a norma.
È proprio questo il punto su cui armatori e gestori di marina dovrebbero fare più attenzione: in caso di controllo, poter dimostrare che lo smaltimento è avvenuto correttamente non è solo una buona pratica, ma una tutela concreta.
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Sangoi Andrea: spurgo yacht e imbarcazioni a Genova e in provincia di Savona
Da Sangoi Andrea ci occupiamo di spurgo e aspirazione della fossa liquami di yacht e imbarcazioni a Genova e in tutta la provincia di Savona, con mezzi pensati per intervenire anche negli spazi più complessi dei porti e delle marine. Lavoriamo con armatori privati, charter e strutture portuali, garantendo un servizio rapido, preciso e sempre in regola con le normative ambientali.
Se gestisci un’imbarcazione e non ricordi con esattezza quando è stato fatto l’ultimo intervento, è il momento giusto per chiederci un preventivo, prima che il problema si faccia sentire.
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